“Indomite”, Pénélope Bagieu: storie di donne che fanno ciò che vogliono

Abitiamo un’epoca storica inconsueta, simultaneamente performante e difettosa. Un semplice scroll nelle home dei social è la condizione necessaria per girare gli occhi dall’altra parte, storcere il naso, farsi venire i crampi allo stomaco, mangiarsi le unghie: non vi è forse mai capitato leggendo qualche tweet o commento sotto alcuni post?

In ogni caso, è più forte di me: faccio parte del partito del “mezzo pieno” e lascio sempre uno spazietto per uno spiraglio di luce quando vedo nero. Questa intercapedine da cui filtra la luce si sviluppa per mezzo di un variegato insieme di fattori. In primis, il mio acido desossiribonucleico composto dai geni di qualche avo particolarmente ottimista che non ho conosciuto. In Secudis, l’educazione. Non mi riferisco solo al buongiorno rivolto alla vicina di casa o alle buste della spesa portate al posto di tua mamma. Per me l’educazione è proprio un mezzo con cui cercare di fare le cose. Nonostante la sua difficoltà di impiego.

Ma se c’è una cosa che mi solleva il morale, quando capisco di non essere stato abbastanza educato nel vivere alcune situazioni, è sapere che posso usufruire per la volta successiva della possibilità che ci viene costantemente offerta di essere persone più educate. Queste possibilità si concretizzano in pochi elementi: ci sono i libri, le canzoni, i film d’amore o le Graphic Novel. Il valore educativo in quest’ultime è di una potenza nucleare. Se le parole sono già potenti mezzi capaci di spaccare a metà ghiacciai, l’affiancamento a quest’ultime di immagini, suggestioni visive, illustrazioni, non fa che sciogliere all’istante ciascuna metà del ghiacciaio appena spaccato.

In queste settimane ho avuto la possibilità di educarmi leggendo la serie in due volumi di “Indomite”, scritta e disegnata da Pénélope Bagieu, autrice di “California Dreamin'”, entrambe edite in Italia da Bao Publishing. Ogni volume contiene la storia di 15 donne realmente esistite appartenenti a epoche storiche e a contesti sociali differenti: la Grecia antica, l’India, l’Inghilterra, l’America, la Siria o la Cina degli imperatori. Donne che nonostante non siano citate dalla Storia, hanno aiutato altre donne a scriverla. Storie di intime e solitarie battaglie, alternate ad altre di rilievo mondiale compongono due volumi preziosi, narrati con piglio pungente, fiero, che sa il fatto suo. Le pillole biografiche sono incisive che, non lasciando spazio ad alcun dubbio, arrivano in poche pagine dritte al punto. La fine di ogni racconto è incorniciata con una illustrazione a doppia pagina, che se avessi la possibilità di estrapolare senza fratturare il libro, avrei già attaccato alle pareti della mia camera in affitto.

Spesso alcuni nomi non vi diranno niente, ma sono sicuro che nei momenti salienti della storia, basterà una frase per farvi dire “ma io forse questa storia la conosco”. A me è capitato parecchie volte leggendo i capitoli su le Las Mariposas, su Annette Kellerman o Agnodice.

Schermata 2019-03-08 alle 12.06.22L’unica storia che conoscevo già è quella di Peggy Guggenheim, madre adottiva di artisti e scultori capace di vedere al di là di ogni confine, provocazione, limite sociale e che ha fatto della sua passione un porto sicuro per tutta l’arte del Novecento. Mi sono affezionato a lei per diversi motivi: sia per la mia formazione avvenuta al Liceo Artistico ma anche per il ricordo indelebile di un personaggio che Woody Allen, regista di “Midnight in Paris”, ha saputo caratterizzare nei suoi pregi e difetti.

Schermata 2019-03-08 alle 12.28.13Marguerite nasce a Manhattan da una famiglia ebrea benestante. Dopo la scomparsa del padre, viene allontanata dalla famiglia. Crescendo, Peggy si sente brutta tant’è che si rifarà il naso con conseguenze, a detta sua, catastrofiche. Inizia a conoscere diversi artisti come Picasso, Man Ray, Duchamp. Non riesce a trovare l’amore, un pensiero che la ossessiona, fin quando, dopo un viaggio a Venezia, capirà di essere innamorata della sua solitudine. Viaggerà in lungo e in largo, fino ad arrivare a Londra, dove decide di investire il suo patrimonio in una attività che la appassiona: l’arte.

Schermata 2019-03-08 alle 12.06.12Espone pezzi di “amici di amici”: Tanguy, Kandisky, Calder. Ma le vendite non vanno bene, l’arte contemporanea è ancora poco apprezzata, così Peggy prende l’abitudine di acquistare parte delle opere che lei stessa espone. A New York, lo zio Solomon Guggenheim decide di fare lo stesso. L’Europa non è più sicura a causa della Seconda Guerra Mondiale, Peggy, armata di bagagli e quadri, ritorna in America. Nel 1942 apre una Galleria a Manhattan intitolata “L’arte del Secolo”. I guadagni iniziano ad incrementare e Peggy ha un pensiero fisso: l’Europa. Nel 1952 trasforma la sua abitazione veneziana in un museo. L’interesse attorno la collezione veneziana è sempre maggiore, e Peggy viene chiamata dal Tate di Londra e dall’Orangerie di Parigi.

 

Schermata 2019-03-08 alle 12.03.38

Ma forse ad essere più preziose sono le storie di indomite sconosciute che con i loro piccoli gesti hanno rivoluzionato i nostri usi e costumi. Parlo di nostri, perché una delle idee fondanti del femminismo, quello vero e non di facciata, è l’occuparsi di tematiche che non hanno confini di genere, di essere universali.

Tra i diversi titoli a nostra disposizione su tematiche affini, di libri come “Indomite” ne avevamo bisogno. Perché una cosa insegna la sua lettura: le piccole rivoluzioni possono non avere una immediata rilevanza, ma arriverà un giorno in cui a qualcuno, quelle piccole rivoluzioni ormai passate, serviranno da spunto per grandi cose.

Ecco perché vedo sempre il bicchiere mezzo pieno: siamo nati fortunati in un tempo in cui possiamo beneficiare del risultato di lunghe e faticose battaglie. Ma una cosa siamo in dovere di fare per sdebitarci con queste Indomite: leggere il loro ricordo per educarci ad essere persone migliori.

A presto,

Loris

Per saperne ancora di più sul Graphic Novel di Pénélope Bagieu, tenete d’occhio i profili di:

ADOTTA UN'INDOMITA instagram.jpg

#BAOPUBLISHING

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...