“Residenza Arcadia”, Daniel Cuello

“Possiamo fermare la valanga ancor prima che travolga Residenza Arcadia.”

Nelle mie recensioni vi ho dato il benvenuto nei posti più disparati: nello spazio, nel Giappone dagli anni Sessanta, ma anche nella Roma imperiale di Augusto. Oggi, invece, vi faccio da guida dentro un condominio, “Residenza Arcadia”. State attenti a non fare rumore, ad osservare l’articolo duecinquetre, l’articolo settetreuno, il centoquindicibarranove e il novedueduebis. Gli abitanti della Residenza non chiudono occhio su nessun errore. Io li conosco bene e posso assicurarvi che non scherzano quando si tratta di osservare la legge. Anzi.

Posso giurare che avrete visto, almeno un volta nello scrollare la vostra home di Facebook, almeno una vignetta di Daniel Cuello, fumettista autodidatta argentino e italiano di adozione. Se non l’avete vista, rimediamo subito con alcune delle mie preferite.30707738_2101747363175723_4034850186630004736_n.jpg

Se le sue strisce sono così divertenti, ho pensato, figuriamoci un suo Graphic Novel. Ci ho visto giusto e ho iniziato a leggere “Residenza Arcadia”, pubblicato nel maggio 2017 da Bao Publishing. Sapete quale è il bello? Che il 26 aprile uscirà “Guardati dal beluga magico”, volume in cui racchiude le strips che lo hanno reso famoso e che sono caratterizzate da originale impronta personale.
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Se la comicità è il pezzo forte di “Residenza Arcadia”, persistente è la sensazione di desolazione che alleggia in questo condominio, dove tra battibecchi condominiali, fragorosi rumori di animali domestici e siparietti da sitcom si snoda una trama che si concretizza verso la fine e facendolo, lascia un macigno ben più pesante della aspettative iniziali. “Residenza” è quel graphic novel che non ti aspetti, che cambia sul più bello e un po’ turba. Il background temporale, non è specificato, ma la presenza degli smartphone e di un regime politico rigido fanno pensare ad un futuro non molto lontano. I toni drammatici sono smorzarti dal tratto fluido, dai toni pastello delle tavole e dalla caratterizzazione dei personaggi over 60: Mirta, Dimitri, Ester, Dirce e il marito Emilio abitano la Residenza da tempo immemore e farebbero di tutto pur di evitare che qualcosa di nuovo si insinui nelle loro vite. Così accade quando il sostituto del capo condomino annuncia che l’unico appartamento rimasto vuoto per una macabra vicenda sarà presto occupato da una nuova famiglia. Una famiglia strana, diversa. I componenti di questa famiglia non sono specificati, ma cercando di entrare nella mente dei personaggi potrebbe trattarsi di una famiglia straniera o di una coppia omosessuale, che ahimè atterriscono ancora qualcuno.

residenza-arcadia-vignettaI momenti che ho trovato più esilaranti sono quelli dove Emilio, l’uomo in canottiera che nella vignetta sta per la milionesima volta litigando con sua moglie, usa il telefono per mandare poetici messaggi a ragazze in bikini e per scattare selfie. Ho riso, ma quanto ho riso!

“Sei un incantevole fiore accarezzato dai delicati raggi del sole di prima mattina ciao risp Emilio.”

I condomini, in un raro caso di solidarietà, abbandoneranno le loro stupide dispute per adoperare un piano che metta in fuga gli stranieri e per marcare ancor più nettamente il confine tra il Mondo esterno e il loro piccolo condominio. Cuello, ironicamente, mette nero su bianco alcuni dei limiti ancora presenti un po’ ovunque, facendoci fare più di una risata che si porta dietro un gusto amaro difficile da togliere. Alla storyline principale se ne separano due minori che approfondiscono le vite di due personaggi e che sono funzionali ad avere, a fine lettura, un quadro ben più preciso. “Residenza Arcadia” è un Graphic Novel che va metabolizzato parlandone con qualcuno o mettendo per iscritto tutte le sensazioni provate. Anch’io nello scrivere queste parole sento di aver afferrato un po’ di più il senso del fumetto. Ci rimuginerò ancora, ancora ed ancora.

A presto,

Loris

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