Due libri illustrati in cui smarrirsi tra colori e parole

Quando si parla di libri illustrati non posso che essere in prima fila. Credo che costruire un libro illustrato sia una operazione ben più difficile di quanto, in realtà, si pensi. Coordinare immagini che imprimano un esatto momento della storia richiede un lungo studio e una perfetta conoscenza dei personaggi e delle ambientazioni. I libri illustrati non raccontano solo storie, ma sono piccoli mondi costituiti, ancor prima delle parole, da immagini.

2.jpgIn questo, la casa editrice Ippocampo non ha rivali: sia per le scelte editoriali delle sue pubblicazioni ma anche per la cura con cui impagina le storie dei suoi autori. Il primo volume in cui mi sono smarrito è “Mistero della casa di bambole” di Vita Sackville-West. Il racconto è stato per tantissimo tempo all’oscuro da tutti ed è nato da un capriccio della regina Maria d’Inghilterra che ha chiamato in raccolta alcuni degli autori più importanti inglesi (Doyle, Conrad per citarne alcuni) e li ha incaricati di scrivere dei piccoli racconti da inserire all’interno della biblioteca contenuta nella sua casa di bambole. Da questa follia aristocratica, nasce il racconto di Vita Sackville-West. La West oltre ad esser stata la Garden Designer più acclamata d’Inghilterra è stata intima compagna di Virginia Woolf, divenendo la musa ispiratrice per la creazione del personaggio dell’Orlando. Le illustrazioni in stile Art Nouveau, che caratterizzano il volume fin dalla sua copertina in tela, accompagnano la storia di uno spirito che viaggia tra epoche e storie diverse. Un pamphlet con cui passare una serata distanti da qualsiasi tempo, tra viaggi interdimensionali e luoghi esotici.

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Schermata 2018-04-27 alle 17.22.23.pngIl secondo (meraviglioso) libro è “La battaglia delle rane e dei topi” di Daniele Catalli. La storia originale, attribuita ad Omero, viene narrata non per mezzo delle parole, ma insieme all’ausilio di disegni a matita e dei tagli. Catalli concretizza l’atrocità di una battaglia omettendo carta, piuttosto che aggiungendola. Il tema fondamentale del libro è quanto inutile sia ogni forma di conflitto, sia che interessi le creature più innocue, sia che interessi gli umani. Come nelle guerre tra uomini, anche le guerre tra animali iniziano per cause banali e qui Omero rivendica un concetto che non smetterà mai di essere desueto. Sfogliando il libro l’effetto sorpresa è immediato e non previsto: i tagli delle pagine, oltre a caratterizzare l’impaginazione, sembrano richiamare gli squarci e alle ferite belliche. Nonostante un taglio venga fatto per togliere qualcosa, qui si aggiunge: si enfatizza un concetto, si fa luce sui personaggi, si crea una scena dove ambientare la storia.

Buone avventure,

Loris.

 

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