“E tu splendi”, Giuseppe Catozzella

“Così, io in quinta elementare e Nina in terza, ci siamo ritrovati orfani, che vuol dire che tua mamma invece di abitare fuori inizia ad abitarti dentro.”

Per me il concetto di casa è circoscritto da un triangolo di terra in mezzo al mare. La Sicilia è la mia casa. Ma sono un fuorisede nella bella ma nordica Torino e la malinconia bussa alla mia porta a giorni alterni, senza preavviso. Per superare questa mancanza ricorro ai libri. Ma non tutti riescono a sanare questa temporaneo buchetto nel cuore. I libri ci aiutano in tante e svariate occasione e in questo caso, ad aiutarmi, è stato “E tu splendi” di Giuseppe Catozzella, recente uscita edita da Feltrinelli Editore.

Giuseppe Catozzella è legato ad un bel periodo della mia vita. Nell’estate del 2014 ho lavorato per qualche settimana nella libreria della mia città. In quel periodo è uscito “Non dirmi che hai paura” che ha visto Catozzella vincitore del Premio Strega Giovani. Ricordo di aver consigliato quel libro a padri insicuri del regalo per la propria figlia, a ragazzi in cerca di compagnia e a chiunque essere umano in cerca di un libro da leggere.

“Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.”

La magia si è ripetuta con “E tu splendi”. La Basilicata e un piccolo paese “di pietra e duecento abitanti” fanno da sfondo ad una crescita, quella di Pietro e di sua sorella Nina. Chiusi gli zaini al suono dell’ultima campanella scolastica i due piccoli fratelli lasciano Milano verso sud, diretti a casa dei nonni, in quella Arigliana poco popolata ma che è bella anche per questo. È bella perché la vita è lenta e circondata da boschetti, colline di grano e dal vento che passando dal mare arriva alle narici frizzante e salato.

“La bottega di Nononna è bellissima, è uno dei pochi motivi per cui vale la pena visitare Arigliana.”

Tutti siamo stati bambini e tutti abbiamo avuto un nascondiglio segreto lontani anni luce dagli adulti. Per Pietro, Nina, Refè, Pasquina, Giovannino, Domenico ed Enzuccio il nascondiglio è una torre nel bel mezzo del paese, ma lontana allo stesso tempo da tutti perché accessibile solo da una scalata tra muri e appigli. D’estate si sa, ci si fa male e si impara a crescere, si scoprono nuove cose e si conoscono nuove persone. Ma la torre nasconde dei segreti, segreti che hanno il volto di persone dal volto scuro che arrivano da lontano e che si nascondono.

“E tu splendi” è la storia di un’estate memorabile dove un paese dovrà imparare a confrontarsi con dei forestieri misteriosi. Cosa vogliono? Chi sono? Sono venuti a rubarci il lavoro? Andate via! A scoprire la famiglia di stranieri che porterà un repentino cambiamento tra le duecento anime di Arigliana è proprio Pietro. Si alza ad Arigliana un polverone di razzismo e odio e Pietro sente gravare su di sé il senso di colpa per aver rotto la tranquillità del paese. Alla fine dell’estate anche i cittadini, nonostante l’età, impareranno a crescere e accettare il diverso che finirà per acquistare il valore di risorsa. Pietro è così piccolo, ma la sua voce narrante scanzonata e irriverente ci lascerà più di un sorriso e molta tenerezza: l’estate ad Arigliana è il campo da gioco in cui Pietro affronta il lutto per la recente scomparsa della madre.

Quello che amo di Catozzella è la sua capacità di parlare al pubblico più variegato, dal ragazzino all’anziano, e di insegnare all’uno o all’altro la medesima lezione. Credo sia qualcosa di molto complesso e non tutti riescono in questa impresa. I libri che parlano di estate e di crescita saranno sempre i miei preferiti: per me che sono nato tra le onde del Mediterraneo è come un dolce ritorno a casa.

A presto,

Loris

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