“La notte della rabbia”, Roberto Riccardi

“Fu a quel punto che un senso d’impotenza assalì anche lui. La metropoli era un ventre sconfinato pronto ad accogliere e nascondere, una teoria di potenziali rifugi per gli artefici del male.”

Mi piace far parte di un gruppo di bookblogger che sostiene un progetto mirato a far conoscere ai nostri lettori i libri che consigliamo. Nella recensione di oggi ho il piacere di collaborare con Leggere:tutti una redazione che come da titolo si impegna a spargere la voce su quanto sia bello leggere, cosa che dovremmo fare, per l’appunto, tutti. Da quando ha iniziato a operare, Leggere:tutti è sempre riuscita nel proprio intento. La missione è la medesima per la campagna che coinvolge il libro “La notte della rabbia”, noir dalle tinte drammatiche ambientato negli oscuri anni 70 italiani, scritto da Roberto Riccardi (classe 1966) e in uscita per Einaudi Editore nella collana Stile Libero Big (pp. 328, €18.00).

Se c’è una cosa che mi colpisce profondamente nella lettura di un libro è la capacità dello scrittore di descrivere accuratamente le sensazioni all’interno del background in cui si svolge la storia. Degli anni di piombo spesso sappiamo poco e niente. Chi li ha vissuti non ne parla e altrettanto fanno chi non li conosce. Sappiamo solo che sono stati anni di violenza in cui furono messi in atto efferati e calcolati attentati. Stop. La mia generazione che non ne ha fatto parte non ha capito nel profondo cosa significa aver abitato in quel decennio che è meglio cancellare. Qui entra in scena il mediatore, lo scrittore, che con maestria e con un calcolato gioco di frasi e vicende riesce a materializzare un epoca che non ci appartiene, anche se in un modo o nell’altro siamo stati figli di essa. A Roberto Riccardi si conferisce proprio questo merito. Una scrittura incisiva mirata a dare voce al dramma. Nell’intervista all’autore condotta da Francesca Marson (Nuvole di inchiostro), Riccardi confessa di aver attinto a molteplici fonti tra cui i preziosi racconti di colleghi più anziani che hanno vissuto quegli anni di interessi politici e personali. Infatti, Riccardi, oltre ad essere un abile narratore è un colonnello dei Carabinieri. Proprio come il protagonista de “La notte della paura”. Leone Ascoli, ufficiale dei Carabinieri e Capo Reparto Antieversione dell’Arma, si ritrova per le mani il caso del rapimento del professor Marcelli, astro nascente della politica nazionale.

“Adrenalina e sudore, la vita abbracciata con passione il giorno del suo arruolamento. Gli bastava quella certezza, mentre lottava per soffocare l’istinto di spaccare il mondo.” 

A rivendicare il rapimento del professore è la SAP (Squadra d’Azione Proletaria). L’Ufficiale Ascoli fiancheggiato dal giudice Tramontano avvia il complesso caso che può dirsi risolto solo nell’ipotesi della liberazione del professore. Ma arrivando per gradi alla risoluzione, Ascoli intuisce che ancor prima di risolvere il caso, deve fare i conti con qualcosa che ha a che fare con il suo passato. Personaggi già incontrati ancora prima di indossare la divisa saranno la chiave per cercare di concludere le molti notti di rabbia e terrore che chi vi è coinvolto sta passando.

“Il suo passato era un macigno che rischiava di schiacciarlo da un momento all’altro.”

Leone Ascoli possiede una peculiarità che lo rende diverso dai suoi colleghi letterari e per questo motivo interessante da conoscere: la sua famiglia affonda le proprie radici nell’ebraismo e da appena sedicenne Ascoli ha subito la prigionia e la deportazione in un Lager. Influenze di fatti realmente accaduti si fondono nelle pagine di questo libro. Nonostante noi lettori vediamo i libri come portali per evadere dalla realtà è bene, delle volte, restare fermi per guardarsi indietro e conoscere la storia del nostro mondo. Perché come diceva August Babel, politico e scrittore tedesco: “solo chi conosce il passato può capire il presente e progettare il futuro.”

 

Vuoi partecipare anche tu al #Lanottedellarabbia?

So bene che il romanzo vi ha destato interesse. E quindi che fare? Andare in libreria (e non quel posto cibernetico e freddo chiamato Amazon), acquistare il libro di Riccardi dal 16 al 22 ottobre, leggerlo, sottolinearlo a più non posso molti dei suoi paragrafi e scattare una foto postandola nei vostri canali social con l’hashtag #LaNotteDellaRabbia.

Ricordiamo sempre che i libri sono un potentissimo mezzo di comunicazione.

 

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