“Non sei mica il mondo”, Raphaël Geffray

Non sempre piove solo fuori dalla finestra. A Bené, per esempio, piove dentro. E l’acqua si sa, se non trova una via di fuga si stagna e marcisce e soffoca. E quando ci sentiamo soffocati diventiamo irruenti, nervosi, irrequieti. E Bené è uno di questi, nonostante 16584069_1876876135930561_2193491174465994752_nabbia appena otto anni e un mondo tutto da scoprire. È quasi analfabeta a causa del suo comportamento che non gli permette di frequentare assiduamente una scuola per più di una manciata di settimane senza che venga espulso. Non ha basi solide, figurarsi delle certezze. Una madre troppo giovane che per figlio ha il suo smartphone non può mica perdere tempo con un bambino che non ascolta e che ha dato già per perso e senza speranza. Il suo unico compito è quello di firmare un documento che certifichi l’ingresso del figlio Bené in una nuova scuola. Il mondo in cui Bené galleggia è disordinato, inquadrato da linee spesse e discontinue che lo imprigionano e lo allontanano dagli altri. Ma una persona riesce forse a creare un piccolo foro nella corazza del piccolo e fare uscire da quello spiraglio qualche goccia di quell’acqua stagnante che Bené porta dentro di sè: la maestra della nuova scuola in cui Bené si è iscritto, Valentine.

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Valentine è un osso duro, sa del passato di Bené e sa quante maestre si sono arrese prima di lei. Ma lei non molla credendo nello scopo del suo lavoro. Lo aiuterà a migliorarsi nella lettura e nella matematica, ma nonostante le non poche difficoltà, un margine di miglioramento seppur lieve ci sarà. Bené entrerà in una stretta cerchia di amici, stranamente con i primi ragazzi che ha incontrato nella nuova scuola durante il suo primo giorno e con cui ha fatto a botte per primi. Ma questo e altri contrasti particolareggeranno lo scorrere delle pagine. È forse un caso che Bené frequenta la sua nuova scuola durante la colorata festa di Carnevale?

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C’è un fastidioso rumore di sottofondo in queste pagine: bambini che schiamazzano, maestre che rimproverano, mamme che gridano, penne che grattano i fogli e autobus che sfrecciano nelle strade in discesa.  L’esordio di Raphaël Geffray è della sua storia è un viaggio spudorato nella vita di un bambino in cerca di punti di riferimento. Tutte le tavole che compongono questo Graphic Novel, edito da Tunué nella collana Tipitondi, sono realizzate con una cura e una maestria che esaltano magistralmente la disadorna vita di Bené: linee tremolanti, fitte e imprecise che si uniscono e formano visi, rumori e parole sghembe. Un gioco di contrasti si compone e ci restituisce un cedevole frammento di una esistenza turbata che ha solo bisogno del suo tempo per mettere al proprinon-sei-mica-il-mondoo posto il disordine che lentamente si è accumulato. Nessuno può aiutare Bené se quest’ultimo non decide di aiutarsi con le sue sole forze. Il finale se e solo se contestualizzato è perfettamente coerente con la storia, si faticherà cercando di comprenderlo a pieno ma in realtà non comprenderemo mai fino in fondo quella tenerezza nello sguardo di Bené né la sua reazione violenta ad ogni novità non programmata.

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Autore: Raphaël Geffray
Collana: Tipitondi
Formato: 19,5×27; pp. 188 bicromia

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